A Stoccarda Toto Cutugno e I Ricchi e Poveri

© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Ebbene sì, ancora due star si uniscono per la gioia dei loro fan. In più di tremila sono accorsi sabato 11 gennaio alla Porsche Arena di Stoccarda. Toto Cutugno e i Ricchi e Poveri, i protagonisti assoluti di successi resi famosi in tutto il mondo, sono tornati in Germania a emozionare. Difficile riassumere la loro carriera nemmeno in un’enciclopedia, quindi mi limito nel dirvi che sono autori di grandi successi sia in Italia e all'estero, nell'est Europa e in Russia. Il Corriere d’Italia ha incontrato le due Icona della musica leggera italiana nel mondo e l’ospite che ha aperto il loro storico evento, Gino Castelli.

Partiamo subito con la longeva e storica coppia I Ricchi e Poveri che, con più di cinquantadue anni di carriera artistica passati sui palchi di tutto il mondo, con classe ci mettono a nostro agio. Contano ben dodici presenze al Festival di Sanremo di cui uno vinto con “Se m’innamoro”. Sono tra gli artisti italiani più amati in assoluto. Contano più di venti milioni di dischi venduti nel mondo, ritirato innumerevoli premi e consolidato negli anni l'appellativo di "ambasciatori della musica italiana nel mondo". Con Toto Cutugno, siamo due amici che hanno preso quest’avventura di venire qua a Stoccarda a divertirci e a divertire la gente, ci dice Angelo mentre Angela scherzando sottolinea: perché dici due... siamo "TRE" amici, ci sono anch'io!".

 

Entrando nel vivo dell’intervista, cito la loro lunga lista di grandi successi, premi, riconoscimenti e la dozzina di presenze al Festival di Sanremo e, visto che a settimane siamo presenti anche noi a questa “vetrina sanremese”, chiedo della loro vittoria con “Se m’innamoro” e com’è nata.

“Questo è una domanda che dovresti fare più al pubblico che ci ha votato e cosa li ha spinti a farlo…” ci dice Angela. “Beh, se ci fossimo votati noi, avremmo vinto sempre…”, interviene scherzando Angelo “…ma ci accontentiamo di avere vinto con “Se m’innamoro”. Sei gentile comunque a tenere in mente le classifiche dei nostri successi, io non me le ricordo tutti. Abbiamo però, il secondo posto con “ La prima cosa bella”, c’è anche “Che sarà” e “Sarà perché ti amo”.

 

Nel chiedergli come sono nati I Ricchi e Poveri e la formula del loro successo, Angela obbiettivamente ci risponde: non lo so davvero. É stato inaspettato ma ci speravamo tanto. Eravamo quattro ragazzi che ci piaceva cantare e suonare. Buttati sempre sulle spiagge e giocando sono nate delle belle canzoni. Ci siamo innamorati di questo, incominciato a crederci e definire i ruoli. A Milano ci hanno ascoltato ma, mentre a Fabrizio De André non siamo piaciuti, Franco Califano credette in noi e ci portò al Festival di Sanremo con la “Cosa prima bella”. Da lì è stato un continuo crescendo.

 

Ci incuriosisce sapere come nasce una canzone e se si aspettavano, tra le tante, di ricevere anche il titolo di "ambasciatori della musica italiana nel mondo". Una canzone nasce da un momento di passione, di pensiero, nell’esprimere i propri desideri e sogni, ci risponde Angelo. Talvolta anche per caso come “M’innamoro di te” nata ad esempio in Germania, alla fine di un concerto. Riuniti con tutti i musicisti e i fan, ognuno raccontava la propria storia. Tutti si erano innamorati di un loro sogno o un desiderio, aggiunge Angela, ritrovandosi a dire la stessa parola “m’innamoro di te”. Mentre, per il titolo di “Ambasciatori” non ce lo aspettavamo, però è sempre stato un desiderio perché: chi ha una passione, cerca sempre un finale per arrivare al successo e noi, ringraziamo la gente che ce l’ha dato.

In realtà la tua è una domanda giusta, pone l’accento Angela, questo successo così grande specie all’estero, se pur desiderosi, ci ha colto di sorpresa. Un grande saluto a tutti, in particolare agli italiani emigrati. Grazie di cuore anche a te e alla tua emittente televisiva TeleVideoItalia cara Angela, come al Corriere d’Italia per essere stati ancora una volta con noi a condividere questa nuova grande emozione. É stato davvero un grande piacere rincontrarvi sui nostri palchi.

Pur se un po’ affaticato, con grande umiltà, anche Toto Cutugno ha voluto riceverci. Il cantautore conta un record di trenta partecipazioni al Festival di Sanremo, tra interprete e compositore. Ha consacrato una vittoria con il brano “Solo noi” e negli anni sei secondi posti, da "Serenata", "Figli", "Emozioni", "Le mamme", "Gli amori" e "Come noi nessuno al mondo". All'Eurovision Song Contest porta inoltre l’Italia sul podio con “Insieme”. La sua popolarità mondiale lo porta a visitare i Paesi Baltici è accolto come “The Italian Legend” la leggenda italiana. Ha venduto cento milioni di dischi e, nei decenni, ha conquistato anch’egli l'appellativo di "Ambasciatore della musica italiana nel mondo".

 

È bellissimo cara Angela essere qui a Stoccarda. Non vedo l’ora di salire sul palco, perché mi emoziono e spero di dare emozioni al pubblico che è in sala, ci dice Toto Cutugno. Come sai, ho iniziato come compositore. Ho avuto la fortuna di scrivere la mia prima canzone a Joe Dassin. Grazie a lui, incominciò la mia carriera da compositore. Ho scritto per una sfilza di artisti, da Dalida, Michel Sardou, Johnny Hallyday, a Mireille Mathieu etc. Poi mi sono messo a cantare vincendo il Sanremo dell’80. Ho scritto per altrettanti amici come Mina, Ornella Vanoni, Celentano, Ricchi e Poveri, Albano, Fiordaliso etc. Ho continuato a girare il mondo con le mie canzoni, grazie anche al successo de “L’Italiano”.

 

Ferma restando al Sanremo Festival della quale a settimanne noi saremo giú, spontaneo è il mio rammarico di non trovarlo in questa edizione ma lui, con grazia risponde: vedi cara Angela, Sanremo è nel mio cuore, ma non ci vado più, perché ormai non c’è più quell’emozione e quella paura. Sanremo comunque lo guardo tutti gli anni. Ascolto le canzoni ma non le giudico, perché non è giusto farlo. Mi piacciono o no. Ritengo il Festival, una manifestazione importantissima sia per l’Italia sia per il mondo.

Eppure anche l'Eurofestival, che è un festival internazionale se pur poco seguito in Italia, è una kermesse importante e dove ho avuto la fortuna di vincerlo con “Insieme”, un brano che parla appunto dell’Europa.

 

Termino chiedendo al Maestro Cutugno un consiglio fondamentale da dare ai giovani desiderosi di emergere ma che spesso, attraverso i social cadono in tranelli per colpa di chi, come dopo lavoro arrotonda, si “autoproclama” organizzatore, manager e promoter dalla notte al giorno, o studio di registrazioni improvvisato tra le mura di casa perché in possesso di un programma tecnologico di musica e altro di tale genere, con il solo scopo di “arrotondare dopo il lavoro in fabbrica”.

L’umiltà, ci risponde Toto Cutugno con fermezza, l’umiltà. Essere umile. Non essere presuntuosi. Lavorare bene e seriamente. Avere rispetto anche degli altri. Tanto, se c’è del talento prima o poi esce fuori! Ti ringrazio per essere venuta a trovarmi ancora una volta e ancora buon lavoro a te e a tuo marito, è stato bello rivedervi. Il buon anno che auguro a tutti con cuore è un accenno de “L’italiano…un italiano vero!”. Ciao, auf wiedersehen!

Gino Castelli, anche con te ci si conosce artisticamente da più di quindici anni. Tu con il tuo stile di musica inconfondibile e noi con il nostro stile Rock Pop abbiamo condiviso spesso gli stessi palchi e pubblico. Inutile ricordarti che sei un’artista formato a 360° e che hai saputo azzeccare tempi e miscelare la musica classica con la musica elettronica, cose che in pochi sanno davvero fare. Andiamo quindi a ruota libera e raccontami come si sta tra “I Giganti”.

Si è vero, sono felice di rivedervi e riabbracciarvi. Forse non tutti sanno che, quello che mi lega specie con i Ricchi e Poveri, non è solo la musica ma anche il fatto che loro sono i miei testimoni di nozze. Non potevo non essere presente al grande evento. Essendo un musicista nato, ho cantato meno e dedicato più alla produzione. Ho fatto due progetti in particolare interessanti, sia dal punto di vista musicale sia spettacolare, quindi unendo la musica classica a quella elettronica prendendo e sconvolgendo ad esempio “Le quattro stagioni di Vivaldi” ma avendo come collaboratore musicisti eccezionali come il secondo violino della Vienna Filarmonica, anche di Salisburgo, solisti eccezionali e quindi è nato uno spettacolo grandioso.

A Lindau abbiamo tenuto con successo la Prima. È uno spettacolo a tutti gli effetti teatrale e a maggior ragione mi auspico di poterlo presentare a breve in altrettante Città e Regioni. Ti dirò che ho scoperto, durante i miei due intensi anni di studio, che Vivaldi nei suoi tempi era moderno. Sei molto gentile e dolce nel chiedermi: a quando un Festival di Sanremo. Lì mi sono inserito alcuni anni e ho fatto anche un Castrocaro ma, ritenendomi più un musicista a tutto tondo, mi sono impegnato più allo spettacolo e a quanto pare il tempo mi ha dato ragione e grandi soddisfazioni.

Il secondo spettacolo, molto bello anche questo, si chiama “Ti amo” e ho rivoluzionato e miscelato anche lì brani della musica italiana e quella tedesca. Inizialmente non ero visto di buon occhio ma si sono riveduti ed è uscito uno spettacolo straordinario, accompagnato da ballerini di spicco peraltro italiani. Quindi come puoi capire, l’Italia non la lascio mai. Un bacio e un saluto a tutti.

In quattro ore di adrenalina pura "I Giganti Italiani" hanno presentato brani appartenenti anche alla memoria collettiva, trascinando i fan in un viaggio musicale, tra i ricordi ed emozioni. Il concerto è stato dedicato al pubblico, come giusto che sia. Quelle di Toto Cutugno inoltre, non sono state semplici canzoni, ma vellutate poesie arricchite di pensieri, espressioni e parole di saggezza. Ha scherzato e portato il pubblico anche a riflessioni.

Gesti sensibili e mirati dritti al cuore, cose che solo i “Giganti Italiani” sanno fare come: umilmente cantare a cappella “l’Italiano” attraverso le nostre telecamere. Stappare uno Champagne e brindare sul palco con una mamma scelta a caso, per poi dedicare la celebre canzone “Le Mamme”. La libertà di far salire sul palco una coppia in delirio.

Farsi sorprendere da una donna che con garbo bacia la fonte delle sue melodie, le labbra. L’umiltà di dare il suo microfono ad un giovane talentuoso e regalargli l’ebrezza di cantare su quell’imponente parco e pubblico e ascoltarlo intensamente. Rivelare di avere vinto la battaglia contro un male, il tumore.

Ringraziare per questo il buon “Dio” ma rimproverarsi e scusarsi lo stesso con i fan perché dice: “non è corretto che un cantante stia seduto davanti al suo pubblico per l’intero concerto ma del resto…, termina riflessivo, …un patto per rimanere su questa terra dovevo pur farlo, o no?”.

Ringrazia con fermezza la Cancelliera tedesca Angela Merkel per quello che fa per i nostri connazionali italiani emigrati in Germania e la invita con tenacia a uno dei suoi concerti, per dedicarle una sua canzone scritta apposta per lei. Saluta infine il pubblico che lo acclama, li accontenta ancora un po’, poi presenta la sua squadra, si avvicina a bordo del parco e si lascia al suo pubblico in delirio.

Che dire, due star, che a distanza di anni sanno ancora sorprendere ed emozionare ma allo stesso modo si emozionano. I riflettori si spengono ma… cari connazionali ricordatevi che: io ho scritto solo un rigo su queste due “enciclopedie” di quelli che hanno fatto la storia della musica italiana nel mondo! Il reportage televisivo realizzato in collaborazione con la SDA FotoVideo Production è visibile al sito ufficiale di televideoitalia.net e corriereditalia.de

 

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Tags: le interviste di Angela Saieva

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